2006-06

 Cosmesi: evidenze e criteri per il corretto consiglio

Revisione Scientifica legislazione e prodotti cosmetici: Marinella Trovato Docente di Legislazione cosmetica e dei prodotti salutistici presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, l’Università degli Studi di Milano e Salerno. Segretario Generale della Società Italiana delle Scienze e delle Tecniche Erboristiche (S.I.S.T.E.).

«La bellezza è il dono più grande concesso da Dio all’umana creatura, poiché grazie alla bellezza eleviamo lo spirito alla contemplazione…»

Agnolo Firenzuola, 1578

 

La ricerca della bellezza mirata all'elevazione contemplativa dello spirito o, molto più comunemente, al desiderio di sedurre e trasmettere con il proprio aspetto un'immagine di benessere e giovinezza, si avvale dell'ausilio della cosmesi praticamente da sempre.

La prima evidenza archeologica dell'uso dei cosmetici è stata individuata nell'Antico Egitto attorno al 4000 a.C. e anche gli antichi Greci e Romani ne facevano comunemente uso.

I cosmetici sono preparati contenenti sostanze chimiche o naturali utilizzati principalmente per risaltare la bellezza del corpo umano. Il loro uso è diffusissimo, specialmente tra le donne del mondo occidentale. Attraverso un insieme di operazioni distinte il trattamento cosmetico tende a modificare l'aspetto del volto, e a volte dell'intero corpo, tendendo verso un canone di bellezza riconosciuto, attraverso l'esaltazione dei tratti più gradevoli e l'attenuazione delle imperfezioni date da fattori genetici o dal naturale invecchiamento della cute.

 

 

 

© James Steidl - FOTOLIA

 

Figura 1. Sezione dell'anatomia della pelle. Dall'esterno si distinguono i tre strati costitutivi: epidermide – suddivisa tra strati superficiali (beige) e strato basale o germinativo (rosa acceso), derma (rosa tenue) e ipoderma (giallo). A sinistra è raffigura una pelle senescente ove lo spessore e la qualità plastica del derma risultano ridotti.

 

 

La ricerca dermocosmetica si è rapidamente evoluta negli ultimi 50 anni e la disponibilità di molte sostanze, ad esempio emollienti, ha reso possibile una grande crescita del settore dei prodotti idratanti. L'obiettivo del recupero della normale funzionalità cutanea, quando ciò è possibile con i soli cosmetici, è abbinato all'utilizzo di sostanze per il ritardo del fotoinvecchiamento e la prevenzione foto-oncologica. Recentemente sono stati realizzati cosmetici che si prefiggono di coniugare l’attività puramente idratante con azioni antiossidanti o antiflogistiche, grazie all’utilizzo di molecole sempre più innovative.

A questo proposito è opportuno ricordare al farmacista che, da un punto di vista prettamente scientifico, è spesso impossibile verificare quanto queste azioni "medicamentose" siano poi effettivamente suffragate da studi ed osservazioni attendibili.

Nella Tabella 1 sono stati riportate, a titolo di esempio, alcune sostanze di comprovata efficacia presenti nei cosmetici.

 

In questo numero dedicato ai cosmetici, verranno fornite informazioni riguardanti gli aspetti formulativi dei prodotti cosmetici, alla funzione delle sostanze in essi contenute e all’efficacia rispetto alle più comuni condizioni della pelle, come la pelle secca, la pelle grassa e quella senescente, che possono ottenere un beneficio mediante l’utilizzo di prodotti cosmetici adeguatamente formulati. Sono escluse da questo corso quelle condizioni patologiche della pelle quali la psoriasi, la dermatite da contatto o l’eczema atopico, per le quali si rimanda ad una trattazione più specifica.

 

Obiettivi

Al termine di questo articolo il farmacista dovrebbe essere in grado di elencare:

  • le nozioni di legislazione indispensabili per interpretare l’efficacia e le proprietà dei cosmetici mediante una lettura critica dell’etichetta
  • le nozioni di base sulla struttura anatomica e sulla funzione della pelle
  • le principali caratteristiche del trattamento cosmetico dei principali tipi di pelle trattabili con prodotti cosmetici
  • le nozioni di base sulla cosmetovigilanza per una corretta conoscenza del problema e la segnalazione di eventuali reazioni avverse conseguenti all'uso di prodotti cosmetici

 

 

 

 

CENNI DI LEGISLAZIONE E CLASSIFICAZIONE DEI COSMETICI

 

Legislazione dei prodotti cosmetici

La normativa dei cosmetici è disciplinata dalla Legge dell’11 ottobre 1986, n. 713 e nelle successive modificazioni (DLgs 10.9.1991, n. 300; DLgs 24.4.1997, n.126 e DLgs 15.2.2005, n.87). Per cosmetici si intendono sostanze e preparazioni, diverse dai medicinali, destinate ad essere applicate sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni) oppure sui denti e sulle mucose allo scopo esclusivo o prevalente, di pulirli, profumarli, modificarne l'aspetto, correggere gli odori corporei, proteggerli o mantenerli in buono stato. I prodotti cosmetici non hanno finalità terapeutica e non possono quindi vantare alcuna attività terapeutiche.

Alla fine degli anni ’90 è entrato in uso il termine cosmeceutico, derivante da cosmetico-farmaceutico ed utilizzato per identificare l’uso di sostanze ad azione farmacologica in cosmetici ed impiegati per risolvere inestetismi cutanei. Con il termine cosmeceutico si definiscono quindi dei prodotti che pur presentandosi con una forma farmaceutica-cosmetica (crema, lozione, emulsione) presentano un'azione farmaco simile. Questa tipologia di prodotti non è universalmente accettata dalle autorità regolatorie; la FDA statunitense, ad esempio, proprio in considerazione della presenza di sostanze attive considera i cosmeceutici come farmaci e prevede che siano sottoposti alla legislazione in merito.

In Italia i cosmeceutici non hanno ancora una precisa collocazione dal punto di vista legislativo e non è previsto che la loro distribuzione venga monitorata dalla farmacia, escludendoli di fatto dalle regole del monitoraggio delle sostanze in essi contenute e configurando così una loro deregolamentazione implicita.

Nei Paesi con normative più stringenti i cosmeceutici vengono considerati cosmetici medicinali ed i prodotti cosmetici vengono quindi suddivisi in:

  • Cosmetici medicinali: sono rappresentati da cosmetici che contengono sostanze attive che possiedono attività farmacologica e che sono catalogate in un apposito elenco. L’uso dei cosmetici medicinali è riservato agli operatori medici e la loro distribuzione è riservata alle farmacie, che hanno anche il compito del monitoraggio delle possibili reazioni avverse.
  • Cosmetici generici: vengono definiti tutti i cosmetici che non contengono tali sostanze attive e sono di libera vendita.

Tabella 1 - Sostanze di comprovata efficacia presenti nei cosmetici

  • acido glicirretico e sapogenina - derivati dalla radice della liquirizia
    (Glycyrrhiza glabra), possiedono capacità antiflogistiche dimostrate in studi clinici controllati
  • allantoina - strutturalmente correlata all’urea e attiva come cicatrizzante, ammorbidente, cheratolitico e favorisce l’idratazione cutanea ed il distacco dei corneociti
  • bisabololo - estratto essenziale dell’olio di camomilla (Matricaria recutita), dotato di effetto anti infiammatorio
  • butirospermum - insieme di sostanze oleose con proprietà emollienti e antiflogistiche, ottenuto dai semi del Karitè (Butyrospermum parkii), pianta della famiglia delle Sapotaceae, diffusa in Africa.
  • cera d’api - costituita da più di 80 diverse sostanze si presenta come una sostanza grassa, molle, untuosa, di odore gradevole ed è frequentemente utilizzata in dermocosmesi per preparati utili per la pelle xerotica
  • tocoferolo o vitamina E -  penetra in profondità nella pelle fino al derma, riduce il danno attinico cutaneo, migliorando indirettamente l’elasticità e contrastando l’invecchiamento della pelle

 

In Tabella 2 vengono riportate alcun sostanze di impiego farmacologico frequentemente utilizzate nei cosmetici medicinali. Da questo breve elenco si evidenzia che spesso vengono utilizzate sostanze farmacologicamente attive, che dovrebbero essere utilizzate con competenza ed indicazioni, e sottoposte ad una sorveglianza specifica. Ciò rende necessaria una particolare attenzione nella prescrizione di tali prodotti da parte del farmacista.


Tabella 2 - Esempi di sostanze farmacologicamente attive utilizzate nei cosmeceutici

  • Acido glicolico, acido cogico e alfa-idrossi-acidi, usati ad alte concentrazioni dai dermatologi (in particolare l’acido glicolico) per i peeling chimici come ad esempio nel trattamento delle cicatrici dell'acne e dagli estetisti per il peeling cutaneo, ad esempio nell'ittiosi
  • Aminoacidi, quali cisteina e tiroxina, impiegati in lozioni per la caduta dei capelli
  • Antibiotici, come eritromicina, clindamicina fosfato, minociclina cloridrato usati per il trattamento di pelli acneiche e seborroiche
  • Componenti del derma, come l’acido ialuronico, il collagene, l’elastina e i proteoglicani, utilizzati negli idratanti, nei tonificanti e nelle creme per il massaggio
  • Enzimi, quali ubichinone o coenzima Q10, lipasi usati nei prodotti cosmetici per rinvigorire il tono muscolare
  • Minoxidil e finasteride, usati nei preparati per prevenire la caduta dei capelli
  • Vitamine A, C, E, H (acido retinoico, acido ascorbico, tocoferolo e biotina) betacarotene e alcuni derivati della vitamina C sono ampiamente impiegati nei trattamenti anti-invecchiamento e nell’acne giovanile

 

Importanti elementi dell’etichettatura

È vietato usare nella presentazione alla vendita e nella pubblicità del prodotto termini, denominazioni, marchi e immagini, che attribuiscano al prodotto cosmetico caratteristiche non previste dall’articolo di legge (art. 1), che definisce i cosmetici come prodotti senza finalità e proprietà terapeutiche.

L'etichetta dei prodotti cosmetici deve sempre riportare le informazioni relative a:

 

 

  • Ingredienti. Tutti gli ingredienti in ordine decrescente di peso devono essere obbligatoriamente indicati in etichetta. In caso di impossibilità pratica, occorre allegare un foglio di istruzioni, o similare. Gli ingredienti in concentrazione inferiore all'1% possono essere menzionati in ordine sparso dopo quelli in concentrazione superiore, così come i coloranti che vanno indicati dopo gli altri ingredienti.
  • Allergeni. Sono state individuate 26 sostanze, sintetiche e naturali, particolarmente allergizzanti. Al fine di facilitare la scelta del cosmetico tra coloro che possono essere allergici ad uno o più allergeni, a partire da Marzo 2005, questi devono essere indicati in etichetta quando entrano nella composizione del cosmetico a concentrazioni superiori ad una prestabilita. Si tratta di sostanze presenti soprattutto nelle fragranze (es. oli essenziali) che vengono impiegate nei profumi utilizzati in molti prodotti cosmetici. Questa informazione permetterà anche ai dermatologi di essere agevolati nell'identificazione degli allergeni e includere queste 26 sostanze nei test allergologici condotti a fini diagnostici.
  • Informazioni al consumatore. Per promuovere ed assicurare l'accesso da parte del consumatore a informazioni sui componenti o sugli eventuali effetti indesiderati di un prodotto - segnalati da altri consumatori - la normativa attuale prevede che le aziende indichino sulle etichette la ragione sociale del produttore o del responsabile dell'immissione del prodotto sul mercato.
  • Lotto di fabbricazione.
  • Paese d’origine per i prodotti fabbricati in paesi extra UE.
  • Funzione del prodotto.
  • Precauzioni d'impiego.In caso di impossibilità pratica di riportare sul contenitore a diretto contatto con il cosmetico o sull’imballaggio esterno le precauzioni particolari per l'impiego, esse devono essere contenute in un foglio di istruzioni, una fascetta o un cartellino allegati. A tali indicazioni il consumatore deve essere rinviato mediante un'indicazione abbreviata o mediante il simbolo di rinvio.

 

  • Data di scadenza. I prodotti cosmetici che hanno una durata inferiore ai trenta mesi devono obbligatoriamente indicare la data di scadenza. Per i cosmetici con periodo di validità superiore ai trenta mesi non è obbligatorio indicare la scadenza ma deve essere indicato il periodo di tempo in cui il prodotto, una volta aperto, può essere utilizzato senza effetti nocivi per il consumatore. Si tratta del cosiddetto "PaO", ovvero l'indicazione in etichetta del Periodo Post-Apertura; ha lo scopo di fornire al consumatore informazioni sulla stabilità del cosmetico ed è indicato da un simbolo, raffigurante un barattolo di crema aperto.

 

Viene apposto sia sul contenitore che sul confezionamento esterno. All'interno o accanto al simbolo è riportato il periodo di tempo (espresso in mesi seguito dalla lettera M) entro il quale il prodotto deve essere utilizzato a partire dalla prima apertura. Il simbolo del PaO è presente sull'etichetta di tutti i prodotti cosmetici, ad eccezione di:

    • prodotti con un periodo di validità inferiore a trenta mesi, che presentano l'indicazione "Da consumarsi preferibilmente entro... ";
    • prodotti monodose (es. campioni gratuiti);
    • prodotti confezionati in modo tale da evitare il contatto tra il cosmetico e l'ambiente circostante (es. aerosol);
    • prodotti per i quali il produttore certifichi che la formula è tale da impedire qualsiasi rischio di deterioramento che influisca negativamente sulla sicurezza del prodotto stesso nel corso del tempo.

Pubblicità dei prodotti cosmetici

La pubblicità dei prodotti cosmetici non è soggetta a preventiva autorizzazione da parte del Ministero della Salute, tuttavia essa deve uniformarsi ai principi generali in materia di pubblicità, enunciati dal Codice del consumo, previsto dalla legge 229 del 2003 e approvato con D.lgs 206 del 2005. Il Codice vieta espressamente la pubblicità ingannevole, cioè qualsiasi forma di pubblicità che possa indurre in errore i consumatori condizionandone le scelte con dichiarazioni, presentazioni e immagini del prodotto false o ambigue relativamente alle caratteristiche e agli effetti, che non possono in alcun modo vantare attività terapeutiche (articolo 1 della Legge 11 ottobre 1986, n. 713).

Pertanto, nei messaggi che si riferiscono ai prodotti cosmetici, siano essi contenuti nell’etichetta o in altri stampati o ancora su testi di carattere pubblicitario, non possono essere attribuite ad essi finalità diverse da quelle di pulire, profumare, modificare l’aspetto, proteggere o mantenere in buono stato superfici esterne del corpo umano.

La classificazione dei prodotti cosmetici

La classificazione dei prodotti cosmetici viene fatta in base alle caratteristiche chimico-fisiche e fisiche (viscosità, idrofilia) e formulativo tecnologiche (soluzioni, emulsioni, gel, paste, ecc.).

Nell'allegato I della legge 713 che disciplina i prodotti cosmetici, vengono inoltre indicati i diversi cosmetici in commercio, suddivisi per categoria di appartenenza.

 

Aspetti critici

Come precedentemente illustrato, nonostante la legislazione dei prodotti cosmetici delinei con precisione gli obblighi ed i vincoli a cui deve assoggettarsi la commercializzazione di questi prodotti, numerose associazioni di consumatori in Europa denunciano una sostanziale disattenzione alle esigenze informative di base dei consumatori, cui la legge voleva venire incontro.

La Tabella 3 riporta le mancanze più comunemente osservate.

 

Tabella 3Esempi di non corretta comunicazione registrata nella commercializzazione dei cosmeceutici

Scarsa presenza o leggibilità di informazioni su:

      • precauzioni d'uso e dosaggi
      • modalità di conservazione
      • indicazione di ingredienti potenzialmente allergenici

Presenza di:

      • claim ingannevoli sulle caratteristiche e proprietà 'terapeutiche' del prodotto
      • riferimenti a non meglio specificate prove di laboratorio o studi clinici su tollerabilità ed efficacia

 

Fonte: Indagine ADICONSUM, TEST noi consumatori– anno XVII – numero 11 – 21 febbraio 2005

 

 

Anatomia della pelle

La pelle è sostanzialmente costituita da tre strati: l’epidermide, il derma e l’ipoderma. Il confine tra lo strato più esterno (epidermide) e quello centrale (derma) ha un andamento ondulato per l’alternarsi di estroflessioni del derma, mentre la parte superficiale più esterna è rettilinea. La pelle è il tessuto epiteliale più esteso e complesso di tutto il corpo e adempie alle funzioni di termoregolazione e di protezione. Essendo impermeabile, infatti, difende l'organismo dagli agenti atmosferici e dai microrganismi diffusi nell'ambiente, senza impedire i fenomeni di respirazione e traspirazione cutanea.

 

Epidermide

L’epidermide, lo strato più esterno della pelle, è un tessuto epiteliale stratificato corneificato con spessore compreso tra 0,5 mm e 1,5 mm. Il grado di corneificazione è diverso a seconda delle regioni, risultando minimo nelle zone in cui la pelle è sottile e massimo nelle zone maggiormente sottoposte a sollecitazioni meccaniche.

L’epidermide è costituita fondamentalmente da quattro tipi di cellule:

 

Nell’epidermide si distinguono cinque strati definiti, procedendo da quello più interno si incontra:

  • strato basale o germinativo; poggia sul derma e contiene i melanociti e le cellule basali. Queste ultime sono cellule di forma cubica e rappresentano le cellule progenitrici di altre cellule specializzate, le cellule spinose, che maturando si spostano verso la superficie, fino a diventare cellule squamose non più viventi e rivestite di cheratina. Lo strato basale è anche chiamato germinativo perché è in esso che proliferano gli elementi cellulari cilindrici che moltiplicandosi attivamente, spingono di continuo verso l'esterno gli strati più vecchi della pelle. Nello strato basale inoltre avvengono i processi più importanti ai fini della cicatrizzazione e vi si trovano i melanociti, sede di produzione e di accumulo della melanina, il pigmento cutaneo responsabile del colore della pelle, dei nevi e dell'abbronzatura.
  • strato spinoso o di Malpighi; situato sopra lo strato basale, le cellule si presentano con filamenti superficiali dette spine, mediante le quali si costituiscono ponti di collegamento, i desmosomi, che permettono la comunicazione tra le cellule e conferiscono solidità all'epidermide nel suo insieme. In questo strato si trovano anche le cellule malpighiane, importanti per il loro compito di riconoscimento degli antigeni e della produzione di una risposta immunitaria, solitamente di tipo allergico.
  • strato granuloso; è sede dei cheratinociti che durante il processo di evoluzione maturativa si spostano gradualmente verso gli strati più esterni della pelle accumulando granuli di cheratoialina, la proteina da cui origina la cheratina. Lo strato granuloso costituisce il confine tra le parti cheratinizzate, più superficiali ed amorfe, e le cellule vitali delle zone più profonde, come quelle dello strato spinoso.
  • strato lucido; è proprio delle zone in cui la pelle ha maggior spessore, come la pianta dei piedi e il palmo delle mani; qui le cellule sono strettamente fissate tra loro a formare una membrana. Lo strato lucido è visibile solo nelle zone del corpo esposte ad attrito ed è il principale responsabile dell'impermeabilità della pelle.
  • strato corneo; è lo strato più esterno, visibile, dove le cellule chiamate corneociti sono incapaci di riprodursi e si presentano come sottili scaglie cornee, caratterizzate da una membrana cellulare molto resistente. Queste cellule sono completamente disidratate e sono di fatto involucri contenenti cheratina, una proteina ricca di zolfo che compone anche le unghie, i peli e i capelli. Le cellule arrivano allo strato corneo alla fine del loro processo evolutivo, muoiono, perdono il nucleo e vi si trovano pertanto solo frammenti cellulari e cheratina. Le cellule appaiono appiattite e disposte su vari livelli a formare una copertura impermeabile, su cui si aprono i dotti delle ghiandole sudoripare ed i peli. Il contenuto d'acqua decresce progressivamente man mano che si passa dallo strato basale (90%) allo strato corneo (8%). L’impermeabilità dello strato corneo, il secreto sebaceo ed il sudore che rivestono la superficie della pelle con un sottile film idrolipidico, costituito da un'emulsione acida (pH 4.2-5.6), si oppongono alla penetrazione di sostanze dall'esterno e conferiscono importantissime funzioni di protezione alla pelle. Lo strato corneo è infatti impermeabile all'acqua e ai gas, ha una buona resistenza ad alcali e acidi, alle sollecitazioni meccaniche ed elettriche e resiste all’aggressione degli agenti biologici potenzialmente dannosi per l'organismo. La fase oleosa dell'emulsione è formata da sebo e dai lipidi di origine epidermica, come il colesterolo e i suoi esteri, mentre la fase acquosa è ricca di sali minerali e deriva dal sudore e dalla perspiratio insensibilis (perdita insensibile di acqua). Gli acidi grassi del sebo e l'acidità del film idrolipidico consentono una difesa della pelle verso batteri e miceti ed inoltre tale film aiuta a mantenere costante il grado di idratazione dello strato corneo. Lo strato corneo va incontro ad un continuo sfaldamento, detto desquamazione e tale processo di rinnovamento, che avviene all'incirca in 28 giorni, si compie con la sostituzione delle vecchie cellule con quelle nuove, che risalgono dallo strato germinativo. Lo spessore dello strato corneo è variabile a seconda della zona del corpo: è sottile a livello genitale e nei punti di flessione degli arti mentre è più spesso a livello della pianta del piede e della mano, risultando capace di sopportare fenomeni di attrito.

 

Figura 2 – Struttura della pelle

 

Alessandra, la ricavi da OF n.1 2004

 

Derma

Inferiormente all'epidermide e separato da una membrana chiamata giunzione dermoepidermica troviamo il derma, costituito da tessuto connettivo con uno spessore di 0,3-4 mm che fa da sostegno all’epidermide e conferisce resistenza ed elasticità alla pelle. Il derma è ricco di terminazioni nervose e vasi sanguigni atti a nutrire lo strato più profondo dell'epidermide, privo di vasi propri. Nel derma si possono distinguere due strati, lo strato papillare e quello reticolare.

  • Lo strato papillare, ricco di fibre collagene ed elastiche, si trova a ridosso dell'epidermide e presenta creste e papille. Sulla superficie della pelle si possono infatti osservare solchi sottilissimi che decorrono paralleli separando sottilissime creste o che si incrociano tra loro delimitando aree romboidali, chiamate papille, che corrispondono a ondulazioni della superficie di contatto fra derma ed epidermide. La parte superiore del derma infatti protrude verso l’epidermide formando papille e picchi, mentre quella inferiore affonda nel tessuto sottocutaneo per ancorare la pelle ai tessuti sottostanti. Nel derma si trovano anche arteriole e vasi capillari che arrivano fino alle papille assicurando il nutrimento alle cellule in divisione dello strato germinativo e la termoregolazione corporea. Vi sono infine le terminazioni nervose sensibili a pressione, dolore e calore.
  • Lo strato profondo del derma, lo strato reticolare, è ricco di cellule adipose e forma il cosiddetto "pannicolo adiposo" più o meno abbondante a seconda delle zone corporee e degli individui. Lo strato reticolare è più denso del precedente e la sua distensione, che si può verificare ad esempio in gravidanza o nel caso di un rapido aumento di peso, causa smagliature nella rete connettivale con la formazione delle caratteristiche righe biancastre visibili in superficie. Al derma si deve soprattutto la termoregolazione, ottenuta grazie alla sudorazione ed alla capacità di regolazione della quantità di sangue circolante nella pelle. In esso, infatti, sono contenuti elementi importanti come le ghiandole sudoripare e sebacee, numerosissime terminazioni nervose, vasi capillari ed i follicoli piliferi. Troviamo inoltre le cellule e le sostanze che determinano l'elasticità cutanea: il collagene, una proteina che rappresenta da sola il 90% del peso del derma; le fibre reticolari, costituite da una proteina simile al precursore del collagene e responsabili dell'adesione dell'epidermide al derma e le fibre elastiche, formate da elastina.

 

Il derma è spesso dalle 15 alle 40 volte in più dell'epidermide e la fitta rete di fibre collagene ed elastiche, prodotta da cellule chiamate fibroblasti, supporta i macrofagi ed i mastociti. I macrofagi hanno una funzione di difesa, inglobando e distruggendo sostanze estranee, tra cui batteri ed altri patogeni che superano la superficie della pelle. I mastociti invece contengono granuli di istamina e altri mediatori dell’infiammazione ed in seguito a traumi o reazioni allergiche liberano queste sostanze producendo una reazione infiammatoria che si manifesta con rossore e rigonfiamento della pelle.

 

Ipoderma

Infine, troviamo l'ipoderma che lega e congiunge la pelle alle fasce muscolari e al rivestimento delle ossa. L’ipoderma è costituito da tessuto connettivo lasso, spesso da 0,5-2 cm, ricco di fibre elastiche e da abbondante adipe. In alcune zone l’ipoderma è molto limitato o assente, come ad esempio nelle palpebre e nel padiglione auricolare, mentre in altre il pannicolo adiposo lo rende molto spesso.

Tipi di pelle oggetto di trattamenti cosmetici specifici

Pelle Secca

Nonostante numerose tecniche abbiano introdotto recentemente accurati sistemi di misurazione dell’idratazione cutanea la definizione di pelle secca è essenzialmente basata su sensazioni empiriche. La pelle secca si presenta generalmente ruvida, arrossata, screpolata, meno resistente agli agenti esterni, facilmente irritabile ed è soggetta spesso a manifestazioni infiammatorie e prurito.

La secchezza della cute è strettamente correlata alla tipologia di lamelle lipidiche presenti tra corneocita e corneocita (lipidi intracellulari) e dalla presenza del cosiddetto Fattore Idratante Naturale (NMF, Natural Moisturing Factor) nello strato corneo. Questo fattore idratante è costituito da una miscela di acqua e principi attivi idrosolubili quali aminoacidi, urea, lattati, acido pirrolidone carbossilico (PCA) e ioni inorganici presenti in alta percentuale all’interno delle cellule (costituiscono fino al 10% del peso dello strato corneo). Il contenuto di acqua degli strati più superficiali dell’epidermide è inoltre estremamente ridotto rispetto agli strati profondi e, a differenza di quanto succede nel derma (forma legami molto stabili con molecole, quali i glucosaminoglicani, in grado di intrappolarla), qui l’acqua è più libera di disperdersi.

La caratteristica morfologica tipica della secchezza cutanea è la presenza di cellule corneificate ('squame') impilate sulla superficie della pelle. Tale alterazione viene a prodursi in seguito ad un aumento del turnover cellulare epidermico dovuto a una stato infiammatorio subclinico. Il grado di secchezza della pelle può variare da un minimo di desquamazione fino a un’intensa xerosi con profonde ragadizzazioni. La disidratazione della pelle favorisce quindi la penetrazione di agenti esterni, comportando la possibile insorgenza di forme flogistiche da contatto, irritative o allergiche.

Cause della pelle secca. L’idratazione cutanea rappresenta il miglior indicatore del benessere della cute ed è direttamente correlato con la funzione barriera dell’epidermide. Oltre ad alterazioni del normale equilibrio idro-lipidico spesso la pelle secca è causata da un’alterazione del contenuto lipidico dell’epidermide dovuto a scarsa produzione di sebo; in questo caso si parla di pelle alipica, tipica di bambini e anziani, in cui l'attività delle ghiandole sebacee è particolarmente ridotta o assente, o si presenta in regioni del corpo come gambe e avambracci povere di ghiandole sebacee. La pelle alipica si presenta opaca, sottile, delicata e si arrossa con facilità. A volte queste due situazioni possono anche coesistere. Nonostante non sia ancora esattamente conosciuto il meccanismo alla base della secchezza cutanea, sembrano essere tre i fattori principalmente implicati:

  1. Perdita di acqua dallo strato corneo, che risulta in questo modo essiccato e la superficie cutanea appare screpolata e squamosa: basta infatti una disidratazione del 10% per avere una grave alterazione della plasticità e dell’elasticità della pelle.
  2. Accelerazione del turnover cellulare epidermico, causato da stimoli irritativi cronici, come l’esposizione ripetuta alle radiazioni ultraviolette, che inducono uno stato flogistico di variabile intensità e l’ispessimento dello strato corneo o l’esposizione prolungata a sostanze modestamente irritanti o allergizzanti, che inibiscono una corretta differenziazione cellulare cheratinocitaria con conseguente alterazione della produzione della componente lipidica.
  3. Un danno di barriera, che sembra essere il motivo più importante. In questo caso si assiste alla perdita dei lipidi intercellulari, dovuta in genere a stimoli esogeni, e conseguentemente alla fuoriuscita di acqua, che non viene più trattenuta dagli strati più esterni dello strato corneo, con conseguente xerosi cutanea.

La pelle secca può anche essere causata dall’esposizione a fattori ambientali, come l’esposizione al sole, al vento, al caldo, al freddo o all’utilizzo frequente di detergenti aggressivi, che asportano il film idrolipidico di superficie e alterano la barriera cutanea, oppure, in ambito professionale, al contatto con solventi o altre sostanze chimiche. Il clima influenza quindi l’idratazione cutanea e si può in genere affermare che la xerosi è tanto più intensa quanto più basse sono la temperatura ambientale e l’umidità relativa dell’aria. Il fattore costituzionale resta comunque centrale ed una pelle costituzionalmente secca non sarà mai ben idratata anche se è stabilmente in condizioni ambientali ottimali di temperatura e umidità.

Infine la secchezza cutanea può essere di natura iatrogena, conseguente all’utilizzo di particolari farmaci come i retinoidi, utilizzati nella cura dell'acne o i catrami, usati in alcune forme di psoriasi o essere la manifestazione clinica di patologie dermatologiche di pertinenza specialistica, come la psoriasi, le ittiosi (malattie della cheratinizzazione di tipo ereditario) e la dermatite atopica.

Box 1

Manifestazioni della pelle secca

  • Pelle opaca, grigiastra, ruvida e desquamante, le piccole squame cornee perdono compattezza e si staccano in maniera irregolare. La perdita di elasticità e morbidezza determina un effetto di rugosità
  • Senso di stiramento, soprattutto sul volto, dovuto alla ridotta elasticità della pelle, che incontra perciò maggiori difficoltà a seguire le contrazioni dei muscoli facciali
  • Prurito, particolarmente intenso nelle zone più secche, come braccia e gambe
  • Desquamazione ed arrossamento, specialmente se la pelle è esposta a sollecitazioni intense o in caso di irritazione protratta
  • Notevole capacità assorbente nei confronti di creme o prodotti spalmati in superficie, che rendono necessario ripetere più volte l'applicazione
  • Disidratazione dello strato corneo, ridotta funzione di barriera, maggior permeabilità nei confronti dei microrganismi e sostanze chimiche presenti nell'ambiente, minor resistenza meccanica ed aumento della reattività ad agenti esterni

Vento, freddo e aria secca degli ambienti climatizzati o riscaldati da caloriferi o pannelli accentuano questi disturbi e contribuiscono a rendere ancor più fastidiose le sensazioni sopra descritte

Fine Box 1

Trattamento cosmetico della pelle secca

La pelle disidratata ha in genere un aspetto avvizzito, sottile, facile alle screpolature e alle fessurazioni e quando viene premuta presenta piccole increspature, caratteristica tipica dei tessuti poveri di acqua. La detersione corretta è fatta con detergenti delicati e poco schiumogeni, che non asportino il film idrolipidico già parzialmente alterato ed evitino il senso di stiramento che sostanze troppo forti potrebbero procurare. I prodotti utilizzati devono avere ingredienti selezionati in modo da essere ben tollerati e preferibilmente essere senza profumo.

Per una corretta detersione sono da utilizzarsi periodicamente:

  • detergenti oleosi, in grado di apportare un elevato tenore lipidico e ridurre la sensazione di prurito
  • idratanti che contengano quelle sostanze che compongono il fattore idratante naturale della pelle, come amminoacidi, piroglutamato sodico, lattato sodico, urea e zuccheri (generalmente scarsi in questo tipo di pelle).

Nella pelle alipica, particolarmente sensibile agli agenti esterni, si deve intervenire per ripristinare l'equilibrio idrolipidico alterato, con ingredienti attivi fisiologici o con un adeguato apporto lipidico:

  • agenti sebo-restitutivi, a base di acidi grassi insaturi, trigliceridi e simili, per contrastare i fenomeni di disidratazione, delipidizzazione e ispessimento (ipercheratosi) dello strato corneo;  vengono in genere utilizzati cosmetici con lipidi compatibili con quelli interstiziali del corneo (colesterolo, cerebrosidi, glicolipidi, ecc.).

Gli stati estremi di pelle secca, evoluti in ipercheratosi, possono essere trattati con sostanze cheratolitiche, di seguito elencate (per alcuni composti sono disponibili solo considerazioni empiriche-popolari senza alcun fondamento scientifico, mentre per altri evidenze di efficacia).

Sostanze cheratolitiche per il trattamento dell'ipercheratosi:

  • alfa-idrossi-acidi, acidi organici che includono acido lattico, glicolico, malico, tartarico, citrico, gluconico, mandelico, salicilico, che a basse concentrazioni hanno proprietà idratanti e riducono la coesione corneocitaria alla base dello strato corneo, mentre a elevate concentrazioni possiedono un’azione cheratolitica, con effetto negli strati epidermici più profondi e nel derma papillare e reticolare;
  • glicole propilenico;
  • urea, sostanza naturale presente normalmente sulla pelle, inodore ed incolore, aumenta la capacità di mantenere il giusto grado di idratazione cutanea e riduce l'eventuale prurito

Tabella 4 - Sostanze contenute nei cosmetici idratanti specifici pelle secca

  • Collagene e elastina -  Le strutture proteiche più importanti dei tessuti connettivi, compreso il derma e solitamente usate in forma denaturata o idrolizzata
  • DNA - La sua idrofilia deriva dall’abbondanza dei gruppi fosfato, usato in cosmetologia in forma denaturata e parzialmente idrolizzata
  • Filmogeni - Riducono la perdita idrica trans-epidermica mediante la formazione di un film lipidico occlusivo. Fondamentalmente sono emulsioni olio in acqua (O/A) o acqua in olio (A/O). Recentemente sono state sviluppate emulsioni plurifasiche O/A/O e A/O/A, con proprietà idratanti maggiori rispetto alle formulazioni tradizionali.
  • Glicosaminoglicani (GAG). Naturalmente presenti in tessuti connettivi (cartilagini, derma, ecc.), dove formano gel idrati. Hanno ottime capacità di trattenere acqua e comprendono acido ialuronico e condroitin solfato
  • Liposomi - Piccole vescicole a doppio strato fosfolipidico all’interno delle quali si trova materiale in fase acquosa; grazie alla elevata affinità per lo strato corneo apportano una profonda idratazione
  • Macromolecole - Pur non penetrando nel corneo sono sostanze  fortemente igroscopiche e formano un film semipermeabile di superficie
  • Polioli, piccole molecole fortemente igroscopiche, tra cui glicerolo, sorbitolo e glicole propilenico, che possiedono capacità idratante a basse concentrazioni e cheratolitiche ad alte concentrazioni
  • Umettanti, che aumentano la ritenzione di acqua dall’esterno nel corneo

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TRATTAMENTI PER COMBATTERE LACADUTA DEI CAPELLI

Sia per i trattamenti farmacologici che per quelli cosmetici è bene ricordare al consumatore che l'efficacia è condizionata da fattori soggettivi, quali il sesso, l'età e lo stadio evolutivo del disturbo.

1) Trattamenti farmacologici - Agiscono su tre livelli:

    1. Mantenere vivo il bulbo pilifero;
    2. Favorire la crescita del nuovo capello dopo la caduta di quello " vecchio";
    3. Nei casi d'alopecia lieve, favorire la ricrescita dei capelli nei bulbi non ancora completamente atrofizzati.

Alcuni principi attivi farmacologici sono ritenuti efficaci in base a studi clinici, la cui prescrizione spetta esclusivamente al medico:

Minoxidil – Originariamente sviluppato per curare l'ipertensione, ha rivelato come effetto collaterale un incremento della peluria sul corpo dei pazienti. Viene utilizzato in una concentrazione del 2%, con applicazioni locali sul cuoio capelluto e si è dimostrato valido nella ricrescita dei capelli, ma risulta efficace soltanto se il follicolo pilifero è ancora attivo. Esistono delle con-troindicazioni e degli effetti collaterali segnalati.

Finasteride - Frena la caduta dei bulbi piliferi in via di estinzione. Dopo un anno di terapia può dare risultati.

2) Trattamenti cosmetici - Hanno azione coadiuvante, blanda e priva di effetti farmacologici, di conseguenza non hanno generalmente controindicazioni. Tra questi troviamo lozioni capillari che contengono sostanze con attività rubefacente (quali nicotinati, capsico e sostanze che consentono vasodilatazione transitoria del plesso vascolare del cuoio capelluto), vitamine e aminoacidi.

Alimentazione - L'alimentazione mirata non influenza in alcun modo il percorso di ricrescita del capello, ma può aiutare a rimuovere le condizioni che la ostacolano: zinco, ortica ed Aloe vera sono segnalati come sostanze utili a questo scopo.

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Pelle Grassa

La diagnosi della pelle grassa è semplice, proprio per la caratteristica lucidità e untuosità e per i follicoli dilatati che le danno il caratteristico aspetto definito a buccia d'arancia, ma non è facile risolvere il problema perché spesso è collegato ad una secrezione sebacea eccessiva. L’oleosità cutanea è causata da un’aumentata attività delle ghiandole sebacee, ed il sebo prodotto in eccesso può essere fluente o ceroso e stagnante nel follicolo, generando comedoni, condizione di pelle asfittica che precede l'acne. Questo quadro si può associare ad uno strato corneo abbondante e in questo caso la pelle si presenta ipercheratosica.

La ghiandola sebacea. La ghiandola sebacea può essere rappresentata come un grappolo di uva in cui gli acini sono i lobi ghiandolari, che versano il loro secreto in condotti di larghezza crescente fino ad arrivare al condotto principale, che si apre sulla pelle. Le ghiandole sebacee ricoprono quasi tutta la superficie cutanea, ad eccezione del palmo delle mani e delle piante dei piedi. Non sono però ugualmente sviluppate ovunque. Alcune aree cutanee, infatti, presentano ghiandole più grandi (la parte centrale del dorso, il viso, il condotto uditivo esterno, le aree ano-genitali). Le ghiandole sebacee si formano fin dal primo sviluppo embrionale, verso la 13°-14° settimana di gestazione. Iniziano a produrre il loro secreto grazie allo stimolo di ormoni prodotti dal feto già al terzo trimestre di gravidanza. Subito dopo la nascita il sebo assomiglia a quello adulto, grazie all’influenza degli ormoni prodotti dalla madre e trasmessi al feto, quindi si assiste a una progressiva riduzione della produzione sebacea fino agli 8-10 anni. Dai 10 ai 15 anni la secrezione sebacea aumenta ancora fino ad assestarsi su valori che poi ritroviamo negli adulti. La produzione di sebo rimane poi sostanzialmente invariata fino all’età di 80 anni, quando poi si riduce.

Funzione e composizione del sebo. Il sebo è una miscela di diversi grassi e viene prodotto all’interno della ghiandola sebacea, che dopo una breve esistenza muore, liberando il suo contenuto nel condotto ghiandolare. Esso svolge una funzione essenziale entrando nella composizione del film idrolipidico, controllando la perdita di acqua dall’epidermide (TEWL, Trans Epidermal Water Loss) e proteggendo la pelle da funghi e batteri, oltre ad essere responsabile dell’odore della pelle.

I grassi che si riscontrano sulla pelle sono formati da gliceridi, acidi grassi liberi, esteri di cere, squalene e colesterolo. La composizione del sebo umano è inoltre influenzata dalla particolare flora batterica che colonizza la pelle (es. Propionibacterium acnes). Nonostante gli stimoli ormonali siano alla base dell’iperseborrea, nella grande maggioranza dei casi non si riscontrano alterazioni endocrinologiche; in questi casi non si riscontra un eccesso di produzione di ormoni, ma un eccesso di sensibilità delle ghiandole sebacee a livello delle aree cutanee più colpite dall’ipersecrezione.

Effetti dell'iperseborrea. Oltre al fastidio estetico di avere una pelle sempre oleosa e lucida, l’iperseborrea è spesso accompagnata da fenomeni irritativi, arrossamenti, prurito e formazione di comedoni ed il trattamento si impone non solo per motivi cosmetici. Spesso chi soffre di oleosità cutanea tenta istintivamente di allontanare meccanicamente l’eccesso di sebo con lavaggi frequenti, a volte con l'utilizzo di prodotti aggressivi, non risolvendo il problema di base e aggravandolo inducendo fenomeni irritativi. La pelle seborroica è infatti maggiormente soggetta a fenomeni infiammatori a causa di una serie di fattori, tra i quali:

  • l’effetto irritante degli acidi grassi liberi prodotti dall’idrolisi dei trigliceridi del sebo sulle pareti della ghiandola sebacea
  • la sintesi da parte dei corinebatteri di enzimi come le amilasi, le ialuronidasi e le proteasi che favoriscono l’infiammazione perifollicolare
  • l’attività immunogena indotta dal Propionibacterium acnes, che induce reazioni immunitarie flogistiche

Trattamenti cosmetici della pelle grassa

Il trattamenti cosmetici utilizzati nella moderna dermocosmesi per il trattamento dell’iperseborrea devono permettere di eliminare l’eccesso di sebo senza avere un’azione aggressiva o troppo astringente e devono contenere elementi che regolarizzino la sintesi lipidica e la differenziazione cellulare, permettendo inoltre di calmare il prurito. Questi trattamenti vengono generalmente suddivisi in:

Opacizzanti (o adsorbenti) - In questa categoria ritroviamo polveri di vario tipo: amidi, caolino, talco, silicato di magnesio, silicato di alluminio, ossido di zinco, ossido di magnesio, biossido di titanio, bentonite. Sono i prodotti più indicati dal punto di vista cosmetico ed esplicano la loro azione assorbendo l’untuosità in eccesso e opacizzando la superficie della pelle. Abbinano quindi ad un aspetto funzionale uno più prettamente cosmetico e in genere rientrano nella composizione delle creme idratanti non grasse (olio in acqua), da applicare al mattino dopo la detersione, per prevenire la secchezza della pelle prodotta dai farmaci topici per l’acne.

Sebo-regolatoriRaggruppano quelle sostanze che dovrebbero ridurre l’iperseborrea.  I  meccanismi d'azione non sono ancora del tutto noti e la loro efficacia non è sempre comprovata. Tra queste sostanze troviamo: aminoacidi solforati, acido salicilico, acido lattico, acido pantotenico, sodioacetato, sali di glicirrizina, catrami, cisteina, acido tannico e lo zolfo e suoi derivati, il più utilizzato in virtù dell'attività antipruriginosa, cheratolitica e cheratoplastica, da impiegare con cautela per i suoi effetti irritativi. I catrami sono stati utilizzati per molto tempo in numerose condizioni dermatologiche come la psoriasi, gli eczemi, la dermatite atopica e possiedono attività astringente, seboregolatrice, anti-pruriginosa e antisettica, e riducono la proliferazione cellulare. Tra questi ultimi rientrano i polifenoli, acidi ed alcooli ad alto peso molecolare, esteri, chetoni, cere ed idrocarburi.

 Astringenti (o tonici) - Sono preparati in soluzione generalmente alcolica che rimuovono meccanicamente l’eccesso di sebo dalla pelle. La rapida evaporazione, data dall'elevata componente alcolica (40-50%), permette di dissolvere parte del sebo cutaneo, che viene poi asportato mediante una pulizia meccanica. Purtroppo i tonici hanno un effetto temporaneo e possono causare fenomeni irritativi.

Esistono inoltre in commercio numerosi prodotti molto aggressivi, detti sgrassanti, che hanno un’elevata azione irritativa e per questo poco tollerati.

ALTRI TIPI DI PELLE

Pelle Sensibile

Viene indicata come una pelle con una maggiore predisposizione a reagire agli irritanti che in altre condizioni non produrrebbero reazione. In pratica si tratta quindi di una pelle più reattiva rispetto alla norma. Il film idrolipidico ed il pH sono solo parzialmente sviluppati e non proteggono adeguatamente la pelle. La pelle sensibile appare fine, delicata e si desquama facilmente. Dopo l'applicazione di alcune sostanze o dopo l'esposizione a fattore ambientali i sintomi sono l'insorgenza di bruciore e prurito. La pelle sensibile generalmente è congenita ma può anche dipendere da cause esterne, come lavaggi e trattamenti non compatibili.

La pelle sensibile si suddivide in tre categorie:

  • Pelle sensibile degli adulti: pelle sottile e facilmente irritabile, con tendenza ad arrossamenti e prurito;
  • Pelle sensibile del bambino: dovuta al minor spessore dello strato corneo, alla minor compattezza dei corneociti ed al ridotto sviluppo del film idrolipidico, dovuto ridotta produzione sebacea che avviene solo in pubertà;
  • Pelle sensibile dei soggetti dermopatici: interessa soggetti affetti da dermatite da contatto e la dermatite atopica, nei quali la pelle si arrossa facilmente, tende a desquamarsi e risponde in modo eccessivo agli stimoli esterni.

Trattamento della pelle sensibile. Un adeguato trattamento della pelle sensibile deve prevedere l'impiego di dermocosmetici in grado di:

  • ripristinare l'equilibrio idrolipidico alterato,
  • proteggere la pelle facilmente irritabile e di ripristinare il pH fisiologico
  • mantenere la pelle liscia con l'uso di sostanze lipofile
  • favorire l'idratazione cutanea grazie alle sostanze idrofile
  • contenere ingredienti in grado di ricostituire la capacità tampone della pelle ed il suo pH fisiologico.

Importante è anche la detersione della pelle che deve avvenire con un detergente delicato, per evitare il rigonfiamento dello strato corneo con conseguente senso di stiramento della pelle, di secchezza e di desquamazione fino all’arrossamento e alla predisposizione ad allergie o infezioni micotiche. Un detergente delicato deve inoltre contenere tensioattivi selezionati, avere un pH debolmente acido o simile al pH fisiologico e contenere sostanze emollienti che contrastino l'azione sgrassante dei tensioattivi. I prodotti per pelli sensibili devono sempre garantire un'azione particolarmente delicata, rivolta a potenziare le difese compromesse e a contrastare l'eccessiva perdita di idratazione. Sono assolutamente da evitare le sostanze iperemizzanti che, determinando vasodilatazione, avrebbero un effetto negativo sulla pelle sensibile. 

Pelle senescente

Dopo i cinquant'anni di età la pelle subisce modificazioni in relazione a fattori intrinseci ed estrinseci. I fattori intrinseci sono responsabili dell’invecchiamento geneticamente programmato dell’organismo e si rendono manifesti dal punto di vista estetico poiché la pelle diventa pallida, sottile, ipoelastica e per la presenza di rughe sottili. I fattori estrinseci invece sono determinati dall'impatto che l’ambiente esterno attraverso i raggi solari, il caldo ed il freddo esercita sulla pelle. Sono inoltre dovuti allo stile di vita condotto ovvero a fattori come la dieta, il tabagismo,  l’assunzione di alcool e farmaci e lo stress. L'azione dei fattori ambientali sommata a quella dei fattori intrinseci è alla base del fotoinvecchiamento cutaneo caratterizzato da pelle ipoelastica, macchie senili, rughe profonde, cheratosi seborroiche ed attiniche fino alla comparsa di carcinomi epiteliali, che insorgono prevalentemente nelle zone maggiormente fotoesposte ed in particolare sul viso che è il bersaglio più vulnerabile di queste alterazioni. Accanto a questi fattori con l’invecchiamento si assiste ad una modificazione dell’assetto ormonale e la pelle, che è un organo ormono-dipendente per la presenza di recettori estroprogestinici ed androgenici, rende manifeste tali modificazioni. Gli ormoni sessuali infatti modulano il trofismo epiteliale e mucoso, regolano l'attività dei fibroblasti e la produzione di collagene, elastina e mucopolisaccaridi; aumentano il flusso sanguigno ed il trofismo dei nervi periferici ed influiscono sulla produzione qualitativa e quantitativa delle ghiandole sebacee e sudoripare. Ne deriva che le manifestazioni cliniche della pelle da carenza ormonale sono caratterizzate da pelle secca, pallida, opaca e dalla comparsa di acne, alopecia androgenica e rughe. Queste modificazioni si presentano su tutto l'ambito cutaneo e la sede più visibile è a livello del viso-collo.

INVECCHIAMENTO DELLA PELLE

L’invecchiamento della pelle, che è il più visibile target dell'invecchiamento della persona, consiste nell'evoluzione della struttura dei tessuti e nei mutamenti che avvengono fin dal periodo embrionale sino a tarda età e si tratta semplicemente dell'inevitabile trasformazione fisiologica alla quale vanno incontro tutti gli organismi viventi. In generale si può affermare che il processo d'invecchiamento cutaneo è caratterizzato dalla minor capacità dei tessuti a rigenerarsi, così ad esempio, la cicatrizzazione di una ferita cutanea diventa sempre più lenta con l'avanzare dell'età. L'invecchiamento cutaneoè causato sia dalla condizione fisica generale, come l'invecchiamento dei vari organi interni, sia dall'azione di vari agenti esterni come le radiazioni solari e le condizioni ambientali. L'invecchiamento della pelle determina modificazioni sia nei diversi tessuti che compongono la pelle sia ai suoi annessi. Oltre a fattori genetici, esercitano una notevole influenza sull'invecchiamento della pelle umana anche i fattori ambientali che determinano cambiamenti sia nell'epidermide che nel derma:

Invecchiamento dell'epidermide.L'invecchiamento dell'epidermide è un fenomeno irreversibile che deve essere posto in stretta relazione con l'invecchiamento del derma. Le cellule epidermiche dello strato basale giungono alla superficie della pelle attraverso una naturale progressione, passando da uno stadio maturo e funzionale ad uno stadio di cellule cheratinizzate prive di vita. Con l'avanzare dell'età a questa successione fisiologica si aggiunge il processo di invecchiamento e l'epidermide va incontro a un generale assottigliamento e ad una perdita dell'elasticità dovuta alla diminuzione della capacità di proliferazione delle cellule. L'aspetto cartilagineo dello strato corneo, che appare povero di umidità e rinsecchito è certamente l'aspetto più evidente della senescenza. Questo avviene perché le lamelle cheratiniche, (che nella pelle giovane sono rimpiazzate con velocità e regolarità da materiale proteico fresco) nella pelle senescente tendono a formare uno strato compatto che dà alla pelle un aspetto caratteristico. Tutto ciò sta a testimoniare il rallentamento che avviene nella riproduzione cellulare, la conseguente minor stratificazione delle cellule malpighiane e lo squilibrio che avviene nei normali processi di evaporazione dell'acqua. L'idratazione dello strato corneo diventa scarso e cambia anche la quantità di amminoacidi, di acido piroglutammico, di lattato di sodio, di urea, di sali e di altri elementi che contribuiscono alla naturale idratazione dell'epidermide.

Invecchiamento del derma. Il derma subisce cambiamenti che riguardano sia il numero delle cellule che il loro contenuto di tessuto elastico. Nel derma invecchiato diminuisce il grado di turnover cellulare, le fibre vecchie vengono rimpiazzate lentamente, il tessuto diventa più consistente e avvengono delle reazioni di natura ossidativa che determinano sensibili mutamenti del collagene e delle fibre elastiche. Quanto più avanza l'età, tanto più aumenta la parte fibrosa del derma rispetto alla porzione elastica. Si verifica un rallentamento dell'attività circolatoria che determina un prolungamento del tempo di permanenza in loco di tossine e una scarsa nutrizione dei tessuti. Le fibre elastiche e di collagene si allentano e avvengono modificazioni nei mucopolisaccaridi che compongono la sostanza fondamentale cementante, probabilmente a causa di una sensibile variazione delle attività enzimatiche. Si ha una diminuzione di acido ialuronico, che ha la capacità di fissare notevoli quantità di acqua riuscendo a mantenere giovane la pelle. Visivamente la conseguenza di questi processi regressivi sono le rughe, l'avvizzimento cutaneo, l'afflosciamento della pelle, la perdita di elasticità, la formazione di strie, smagliature e doppio mento. Questo invecchiamento della pelle inizia in genere intorno ai 30 anni e aumenta lentamente con il passare del tempo, fino ad arrivare a tutti i cambiamenti tipici del viso senescente, caratterizzato da rughe, rilassamento muscolare,  riassorbimento del tessuto grasso sottocutaneo e svuotamento delle guance.

Invecchiamento degli annessi cutanei. Le ghiandole sebacee e sudoripare subiscono modificazioni secretorie ricollegabili a fattori ormonali, neurovegetativi e psichici che si associano alla senescenza. Le ghiandole sudoripare endocrine subiscono una regressione lenta anche a livello numerico. Scompensi avvengono anche a carico dell'attività pilifera sia per quello che riguarda l'attività melanogenetica, sia nei confronti dell'attività pilo-genetica che cessa dando vita alla calvizie. Cessa l'attività ormonale e questo comporta la formazione di una peluria caratteristica. I vasi sanguigni diventano più fragili, aumenta la loro permeabilità, diminuisce la funzionalità con comparsa di eritrosi e di couperose. 

Trattamento cosmetico della pelle senescente

I prodotti formulati per questo tipo di pelle devono affrontare globalmente il problema dell’invecchiamento cutaneo e devono garantire un'azione preventiva sulle modificazioni plastiche e strutturali della pelle, permettendo un efficiente apporto di sostanze emollienti ed idratanti, poiché la disidratazione e la denutrizione cellulare sono conseguenze inevitabili dovute al rallentamento dell'attività del tessuto cutaneo e sono caratterizzate da una diminuzione dello spessore dei vari strati della pelle e dalla progressiva perdita delle loro proprietà. I cosmetici utilizzati in questo tipo di pelle devono inoltre garantire una valida difesa contro l'azione dei raggi UV. I moderni cosmetici anti-invecchiamento svolgono un ruolo di primaria importanza nel proteggere la pelle dai fattori aggressivi esterni, nell’apportare sostanze nutrienti e idratanti o nell’asportare gli strati più superficiali di cellule morte, che lasciano la pelle ispessita e giallognola. Le formulazioni delle moderne creme anti-invecchiamento sono sempre più indirizzate a bilanciare la quantità di acqua e lipidi superficiali, modificando il loro bilanciamento a seconda dello stato della pelle, oppure sono volte a decongestionare e calmare eventuali irritazioni o stati infiammatori causati dai fattori ambientali tra cui l’esposizione al sole e al freddo. Infatti i cosmetici anti-invecchiamento di ultima generazione superano di gran lunga la semplice funzione idratante per svolgere funzioni più complesse ed attive sulla pelle. Vengono utilizzati a tal propositi i "cosmeceutici", che sembrano essere più funzionali e più attivi, ma che devono essere usati con attenzione e conosciuti nel dettaglio dai professionisti, che ne consigliano l’uso.

Le creme anti-invecchiamento.Gli eccipienti più impiegati nelle creme anti-invecchiamneto sono gli oli minerali o di origine vegetale, le vaseline, le cere come la paraffina e gli oli siliconici, sostanze che emulsionano in acqua a formare piccole goccioline di grasso ed acqua, nelle quali possono essere disperse sostanze farmacologicamente attive. Nella scelta della crema è bene tenere conto non solo dell’attività anti-invecchiamneto che dovrà svolgere il prodotto, ma anche del tipo di pelle sul quale verrà applicato: pelle grassa, normale, secca o già senescente. Gli eccipienti infatti possono contribuire ad idratare una pelle secca, ma anche peggiorare lo stato di una pelle grassa, se scelti in modo errato. Sono più indicati per la pelle secca le emulsioni A/O (acqua in olio) perché più consistenti, contenenti trigliceridi saturi, colesterolo, glicerina, ciclosilossani, oli vegetali o glicole propilenico. Per la pelle grassa la scelta deve essere ancora più attenta: sono da evitare alcuni eccipienti che favoriscono la formazione di brufoli e comedoni se usati su una pelle già grassa. Gli eccipienti da evitare sono il glicole propilenico, la vaselina, lo squalano, gli idrocarburi, gli oli idrogenati ed alcuni corpi profumati, come l’eugenolo. Sono invece da preferire le emulsioni O/A (olio in acqua) perché più leggere, formulate con lipidi a carattere idrofilo, come il colesterolo, gli alcoli grassi ed i monogliceridi, esteri fluidi.

Sostanze funzionali attive anti-aging. Le azioni cosmetiche delle creme anti-invecchiamento si possono suddividere in alcuni gruppi fondamentali. L’attività di protezione nei confronti dei raggi solari nocivi è raggiunta mediante l’impiego di filtri solari nelle creme anti-invecchiamento da giorno, da applicare prima di uscire di casa. Le creme anti-invecchiamento realizzano inoltre un'azione idratante profonda, tramite numerose sostanze fra cui gli sfingolipidi, il Fattore Idratante Naturale ricostruito in laboratorio, aminoacidi e idrolizzati di collageno, acido lattico, urea, allantoina, mucillagini ed oli vegetali, vitamine E ed A, acidi linoleici, acidi grassi essenziali (EFA). L’azione protettiva nei confronti dei radicali liberi è invece svolta da molteplici antiossidanti come i flavonoidi, le Vitamine E e C, l'acido lipoico, enzimi e fitoestratti. L’attività cheratoattiva, esfoliante superficiale e stimolante verso il rinnovamento cellulare è data da: alfa-idrossi-acidi, retinolo, acido salicilico, enzimi ed estratti vegetali. Infine l’attività preventiva anti-macchia e leggermente sbiancante delle macchie scure già presenti sul viso, è effettuata con diverse miscele, che spesso contengono acido ascorbico, acido cogico e acido fitico, talvolta miscelati a derivati della liquirizia.

 

I veicoli: liposomi, fitosomi e oleosomi.

Per assicurare la penetrazione dei principi attivi anti-invecchiamento negli strati più profondi dell’epidermide, vengono impiegati diversi tipi di "carrier". I liposomi sono micromiscele di acqua e fosfolipidi che formano piccolissime vescicole di grasso e acqua, incapsulando all’interno le sostanze farmacologicamente attive da veicolare. Il componente principale per la formazione della parete dei liposomi è la fosfatidilcolina, ma vengono anche utilizzati fosfolipidi purificati, lecitina di soia e colesterolo. I vantaggi offerti dalle preparazioni cosmetiche contenenti liposomi sono riassumibili in quattro punti: i costituenti di base dei liposomi, sia di origine naturale (fosfolipidi o sfingolipidi) che sintetica (tensioattivi non ionici), risultano generalmente completamente biocompatibili, senza dare indesiderati effetti tossici o allergici; i liposomi sono in grado di incorporare e veicolare sostanze sia idrofile che liofile, caratteristica importante in quanto si evita l'utilizzo di solventi organici o tensioattivi; le sostanze veicolate risultano protette dall'azione di enzimi (proteasi, nucleasi) o di ambienti denaturanti (pH), consentendo l’utilizzo di sostanze molto labili come acidi nucleici, peptidi e proteine; i liposomi sono in grado di ridurre la tossicità di agenti tossici o irritanti. Simili ai liposomi ci sono poi i fitosomi, che sono complessi liposomiali particolari, costituiti da lecitina di soia legata a sostanze vegetali, che danno luogo ad una struttura biologicamente funzionale in grado di cedere più facilmente le sostanze vegetali attive. Ultima novità in ambito cosmetico sono gli oleosomi, emulsioni lamellari al cui interno sono contenuti più alti livelli di sostanze lipidiche come le ceramidi, il colesterolo e gli acidi grassi.

Aspetti formulativi dei cosmetici: criteri di base nella scelta di un emolliente

I prodotti emollienti includono unguenti, creme, lozioni, oli da bagno e saponi. In questo paragrafo verranno brevemente trattati gli aspetti formulativi delle preparazioni maggiormente utilizzate.

 

Creme

Le cremesono preparazioni multifase costituite da una fase lipofila e da una fase acquosa e sono costituite generalmente da emulsioni O/A poco grasse. Si distinguono:

  • creme idrofobiche: hanno come fase continua la fase lipofila e sono le più grasse. Contengono emulsionanti acqua in olio (A/O) come alcoli della lana, esteri del sorbitano e monogliceridi e sono le creme da notte, cold cream.
  • creme idrofile: sono più acquose poiché hanno come fase continua la fase idrofila. Contengono emulsionanti olio in acqua (O/A), come saponi di sodio e trietanolammmina solfati di alcoli grassi, polisorbati e acidi grassi poliossidrilati, e sono le così dette, vanishing creams o creme da giorno.

Lozioni emollienti

Sono preparazioni molto simili alle creme e generalmente sono emulsioni olio in acqua (O/A) molto diluite oppure formulate con emollienti più spalmabili come ad esempio il dioctilcicloesano, l’isopropilstearato o l’isopropilmiristato.

 

Unguenti

Gli unguenti sono formulazioni costituite da una base grassa a basso contenuto di acqua in cui possono essere disperse sostanze solide o liquide e che per le sue proprietà occlusive, esplica un vantaggioso effetto emolliente. Si distinguono:

  • unguenti idrofobi (lipofili): possono assorbire solo piccole quantità di acqua. Tipiche sostanze usate per la loro preparazione sono paraffine solide, semisolide e liquide, oli vegetali, grassi animali, gliceridi sintetici, cere e polialchilossilani liquidi.
  • unguenti che emulsionano acqua: possono assorbire maggiori quantità di acqua e formare perciò emulsioni acqua in olio (A/O) oppure emulsioni olio in acqua (O/A) secondo la natura dell'emulsionante: a questo scopo si possono usare agenti tensioattivi A/O come alcoli della lana, esteri del sorbitano, monogliceridi e alcoli grassi oppure emulsionanti O/A come solfati di alcoli grassi, polisorbati, macrogol o esteri di acidi grassi con magrogol. Le loro basi sono quelle degli unguenti idrofobi. Questi unguenti hanno minor capacità occlusiva rispetto a quelli idrofobici.
  • unguenti idrofili: sono preparazioni che hanno basi miscibili con l'acqua, come miscele di polietilenglicoli ad elevato e basso peso molecolare (macrogols). Sono facilmente spalmabili e removibili, ma hanno minor capacità occlusiva  

 

 

 

Cosmetovigilanza

Le materie prime attualmente utilizzate per la formulazione dei prodotti cosmetici in commercio sono oltre 13.000 ed il loro uso va dalla pulizia del corpo, alla cosmesi decorativa, alla protezione solare, alle cure termali. L’incidenza degli effetti indesiderati non sembra molto alta in relazione all’elevato numero di prodotti commercializzati ed alla loro diffusione, nonostante sia molto probabile che essa sia sottostimata poiché non esiste al momento attuale un adeguato sistema di raccolta delle segnalazioni di effetti avversi da cosmetici. Ne consegue che i dati sugli effetti indesiderati sono frammentari e spesso non utilizzabili per stime globali sul territorio nazionale.

Le possibili situazioni a rischio nell’uso dei cosmetici possono riguardare la presenza involontaria di sostanze tossiche (introdotte all’atto della formulazione, o derivate in seguito a reazioni tra gli ingredienti o in seguito all’esposizione del prodotto alla luce), l’associazione contemporanea di altri prodotti in grado di interagire col cosmetico, l’abuso e l’uso improprio del cosmetico, e possono anche derivare da fattori costituzionali e genetici predisponenti, come ad esempio intolleranze o sensibilizzazioni allergiche. Inoltre nuovi possibili rischi vengono costantemente alla luce sulla base degli studi tossicologici ed epidemiologici effettuati su uno o più componenti (o conservanti) presenti nei prodotti cosmetici. La comunicazione di tali rischi tuttavia è spesso carente e tardiva. Per tale ragione, è stata creata la sezione della cosmetovigilanza consultabile nel sito della Farmacovigilanza italiana (www.farmacovigilanza.org), volta ad informare operatori del settore ed utilizzatori dei prodotti cosmetici, sulle notizie provenienti dalle agenzie internazionali e dalla letteratura circa i possibili segnali d’allarme correlati all’uso dei cosmetici. Importante a tale proposito è l’iniziativa sorta in Francia, dove da circa 2 anni l'Agenzia Francese di Sicurezza Sanitaria dei Prodotti per la Salute (AFSSPS) ha creato un sistema di "cosmetovigilanza" volto alla trattazione delle problematiche riguardanti la salute pubblica in seguito alla presenza di componenti potenzialmente nocivi nei cosmetici ed alla gestione degli effetti indesiderati causati dagli stessi.

L’AFSSPS ha avviato un sistema di raccolta di effetti indesiderati, come la scheda di segnalazione degli effetti indesiderati e la scheda di domanda d'informazioni che l'industria produttrice del cosmetico, imputato nell'evento avverso, deve completare. Nell'ambito delle problematiche generali di salute pubblica nella sezione della Cosmetovigilanza, sono stati individuati parecchi temi tra i quali molto discussi sono le dermatiti da contatto indotte da eccipienti vari e problematiche più generali riguardanti eteri glicolici, derivati animali, fluoro, alluminio, canfora, ftalati e molti altri composti. Nel corso dell’anno 2005 sono riportate 122 segnalazioni di eventi avversi potenzialmente provocati dall’uso di prodotti cosmetici, e circa il 35% degli effetti indesiderati segnalati sono stati considerati gravi. La categoria di cosmetici maggiormente responsabile dell’insorgenza di questi effetti indesiderati è rappresentata dai prodotti per i tatuaggi temporanei all’henné (colorante ottenuto da foglie e rami essiccati della pianta Lawsonia inermis). Questi ultimi si presentano sotto forma di preparazioni a base di henné a cui è addizionata la parafenilendiamina (PPD), una sostanza che fornisce una colorazione nera al tatuaggio, aumentando il tempo di fissazione del tatuaggio alla pelle. Altri eventi segnalati sono stati riferiti a prodotti per l’igiene personale, creme per la cura del viso e del corpo e tinture per capelli.

 

Conclusioni

La diffusione dei prodotti cosmetici nelle farmacie e la grande richiesta di questi prodotti da parte di una clientela sempre più attenta alla cura dell’aspetto estetico impone al farmacista un’adeguata conoscenza degli aspetti funzionali dei diversi cosmetici, nonché dell’anatomia della pelle e delle condizioni fisiologiche alla base dei principali tipi di pelle trattabili con un prodotto cosmetico.

Il cliente della farmacia attribuisce infatti una grande importanza alla preparazione scientifica del professionista al quale chiede consiglio nella scelta di un prodotto cosmetico. La conoscenza dei principali prodotti cosmetici e dell’attività dei principi funzionali in essi contenuti consente al farmacista di fornire un consiglio consapevole e mirato al cliente.

 

Siti Internet

www.farmacovigilanza.org: (***) Sito curato dalla sezione di Farmacologia clinica della Società Italiana di Farmacologia (SIF). È segnalato in questa rubrica perché nella sezione della cosmetovigilanza riporta i comunicati delle Agenzie regolatorie internazionali e dell’AFSSAPS relativi alla sicurezza dei prodotti cosmetici

www.lapelle.it (**) Sito della rivista bimestrale 'La Pelle' dedicato alla dermocosmesi ed alle principali affezioni e problematiche di interesse cutaneo. Offre la possibilità di consultare articoli online. Nell’area del sito relativa ai cosmetici vengono affrontati argomenti relativi all’approccio cosmetico più adatto alle diverse condizioni che possono richiedere un intervento cosmetico.

www.nlm.nih.gov/medlineplus/skinconditions.html (***) Sezione in lingua inglese di MedlinePlus sui più comuni disturbi della pelle. MedlinePlus è un portale informativo per il pubblico, ricchissimo di contenuti e sviluppato dalla U.S. National Library of Medicine e dai National Institutes of Health (NIH). Contiene news, sezione diagnosi/sintomi, trattamento e approfondimenti su singoli disturbi.

 

 

Bibliografia

 

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  • http://www.carli.com/LineaMediterranea/ita/bel/pelle2.htm
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  • www.pjonline.com How to choose a suitable emollient. The Pharmaceutical Journal 2004;273:351-353

 

Questionario di valutazione apprendimento

Scegliere una sola risposta esatta per ogni domanda.

 1) Quale delle seguenti è la definizione corretta per i cosmetici?

a) sono sostanze e preparazioni diverse dai medicinali destinate ad essere applicate sulle superfici esterne del corpo allo scopo di profumarle, modificarne l'aspetto, correggere gli odori corporei e gli inestetismi e mantenerle in buono stato.

b) sono sostanze e preparazioni contenenti sostanze farmacologicamente attive destinate soprattutto alla prevenzione ed in alcuni casi al trattamento di alcune patologie della pelle

c) sono sostanze e preparazioni diverse dai medicinali, ma contenenti principi farmacologicamente attivi, destinate ad essere applicate sulle superfici esterne del corpo allo scopo di profumarle, modificarne l'aspetto, correggere gli odori corporei ed inestetismi e mantenerle in buono stato.

d) sono sostanze e preparazioni con un'azione farmaco simile nonostante non contengano sostanze farmacologicamente attive

 

2) In quale caso gli allergeni devono essere indicati in etichetta?

a) in nessuna caso

b) quando entrano nella composizione del cosmetico a concentrazioni superiori ad una prestabilita in modo da rendere più facile la scelta del cosmetico tra coloro che possono essere allergici ad uno o più allergeni contenuti

c) a qualunque concentrazione in modo da rendere più facile la scelta del cosmetico tra coloro che possono essere allergici ad uno o più allergeni contenuti

d) quando la ditta produttrice lo ritenga necessario

 

3) La data di scadenza:

a) è obbligatoria per i cosmetici che hanno una durata inferiore ai 30 mesi

b) è facoltativa per i cosmetici che hanno una durata inferiore ai 30 mesi

c) è obbligatoria per i prodotti monodose

d) non può mai essere sostituta dalla dicitura: “Da consumarsi preferibilmente entro...”

 

4) Quale affermazione sull'epidermide è corretta?

a) è lo strato più interno della pelle ed è un tessuto epiteliale pavimentoso stratificato corneificato con spessore compreso tra 0,3 mm e 4 mm

b) è costituita fondamentalmente da quattro tipi di cellule: i Cheratinociti, i melanociti, che rappresentano le cellule più numerose, le cellule di Langherans e le cellule di Merkel

c) è costituita da cinque strati ben definiti, dei quali il più interno è lo strato basale o germinativo, che poggia sul derma e contiene i melanociti e le cellule basali.

d) è ricoperta, da un film idrolipidico, costituito da un'emulsione O/A

 

5) Indicare quale delle seguenti affermazioni sull’epidermide è falsa:

a) lo strato basale è anche chiamato germinativo perché è in esso che proliferano gli elementi cellulari cilindrici che moltiplicandosi spingono verso l'esterno gli strati più vecchi della pelle

b) nello strato spinoso o di Malpigli le cellule si presentano con filamenti superficiali dette spine, mediante le quali costituiscono ponti di collegamento che permettono la comunicazione tra le cellule e conferiscono solidità all'epidermide

c)  lo strato granuloso costituisce il confine tra le parti cheratinizzate, più superficiali ed amorfe, e le cellule vitali delle zone più profonde, come quelle dello strato spinoso

d) lo strato corneo è impermeabile all'acqua e ai gas, ma non offre una buona resistenza ad alcali e acidi

6) Indicare quale delle seguenti affermazioni sul derma è falsa:

a) è un tessuto connettivo con uno spessore di 0,3-4 mm che conferisce resistenza ed elasticità alla pelle

b) la parte superiore del derma, lo strato papillare, protrude verso l’epidermide formando papille e picchi, mentre quella inferiore affonda nel tessuto sottocutaneo per ancorare la pelle ai tessuti sottostanti

c) lo strato superiore del derma è lo strato reticolare, che è più denso e più  ricco di cellule adipose rispetto allo strato papillare e forma il cosiddetto "pannicolo adiposo" 

d) al derma si deve soprattutto la termoregolazione, ottenuta grazie alla sudorazione ed alla capacità di regolazione della quantità di sangue circolante nella pelle

 

7) Indicare quale delle seguenti affermazioni sulla pelle secca è falsa:

a) si presenta generalmente ruvida, arrossata, screpolata, meno resistente agli agenti esterni, facilmente irritabile e presenta spesso manifestazioni infiammatorie e prurito

b) la secchezza della pelle può variare da un minimo grado di desquamazione fino a un’intensa xerosi con profonde ragadizzazioni

c) la caratteristica morfologica della secchezza cutanea è la "squama", un insieme di cellule corneificate impaccate alla superficie della pelle

d) la pelle disidratata è comunque impermeabile e resistente alla penetrazione di materiale esterno e non comporta rispetto alla pelle normale la possibile insorgenza di forme flogistiche da contatto, irritative o allergiche

 

8) Indicare quale delle seguenti affermazioni sulla cause pelle secca è vera:

a) la pelle secca è dovuta ad alterazioni del normale equilibrio idro-lipidico, in seguito alla disidratazione dello strato basale

b) la scarsa produzione di sebo dovuta all’accelerazione del turnover cellulare epidermico, causato da stimoli irritativi cronici, l’ispessimento dello strato corneo o l’esposizione prolungata a sostanze modestamente irritanti o allergizzanti può essere tra le cause della pelle secca

c) un danno di barriera, in cui si assiste alla perdita dei lipidi intercellulari e conseguentemente alla fuoriuscita di acqua, che non viene più trattenuta dagli strati più esterni del corneo, sembra essere un fattore scarsamente rilevante

d) i fattori ambientali, come l’esposizione a sole, vento, caldo/freddo o all’utilizzo frequente di detergenti aggressivi, non sono in grado di asportare il film idrolipidico di superficie e alterare la barriera cutanea, causando la pelle secca

 

9) Indicare quale dei seguenti composti NON è indicato nel trattamento idratante della pelle secca:

a) l’urea

b) gli alfa-idrossi-acidi ad elevate concentrazioni

c) la cera d’api

d) l’NMF (Natural Moisturing Factor)

 

10) Indicare quale delle seguenti affermazioni sulla pelle grassa è falsa:

a) la pelle grassa si presenta con un caratteristico aspetto lucido ed è untuosa al tatto a causa di un’aumentata attività delle ghiandole sebacee

b) i grassi che si riscontrano sulla pelle sono formati da gliceridi, acidi grassi liberi, esteri di cere, squalene e colesterolo, ma la composizione del sebo è anche influenzata dalla particolare flora batterica che colonizza la pelle

c) il sebo svolge una funzione essenziale entrando nella composizione del film idrolipidico, controllando la perdita di acqua dall’epidermide e proteggendo la pelle da funghi e batteri

d) gli estrogeni sono responsabili dello sviluppo e del mantenimento della secrezione sebacea sia nel maschio sia nella femmina, mentre gli androgeni hanno un potente effetto soppressivo sulla produzione sebacea, riducendo anche il volume delle ghiandole

 

11) Indicare quale tra i seguenti fattori responsabili dei fenomeni infiammatori della pelle seborroica è falso:

a) l’effetto irritante degli acidi grassi liberi prodotti dall’idrolisi dei trigliceridi del sebo sulle pareti della ghiandola sebacea

b) la sintesi da parte dei corinebatteri di enzimi come le amilasi, le ialuronidasi e le proteasi che favoriscono l’infiammazione perifollicolare

c) l’attività del Propionibacterium acnes, che induce reazioni immunitarie flogistiche

d) l’utilizzo di prodotti a base di biossido di titanio, amidi, caolino, talco, silicato di alluminio, silicato di magnesio, ossido di zinco, ossido di magnesio, bentonite

 

12) Indicare quale dei seguenti composti deve essere usato con cautela nel trattamento idratante della pelle grassa per i possibili effetti irritanti:

a) il selenio disolfuro

b) l’ossido di magnesio

c) i catrami

d) l’acido lattico

 

13) Indicare quale delle seguenti affermazioni sulla pelle senescente è falsa:

a) l'azione dei fattori ambientali sommata a quella dei fattori intrinseci è alla base del fotoinvecchiamento

b) la carenza ormonale conseguente all’invecchiamento è un aspetto importante dell’invecchiamento cutaneo

c) i fattori estrinseci sono determinati dall'impatto che l’ambiente esterno attraverso i raggi solari, il caldo ed il freddo esercita sulla pelle

d) il processo di invecchiamento dell’epidermide è caratterizzato da un generale ispessimento della stessa

 

14) Indicare quale delle seguenti affermazioni sull’invecchiamento del derma è falsa:

a) il derma subisce cambiamenti che riguardano sia il numero delle cellule che il loro contenuto di tessuto elastico

b) nel derma invecchiato si assiste ad una diminuzione del turnover cellulare e le fibre vecchie vengono rimpiazzate lentamente

c) nel derma invecchiato si verifica un aumento dell'attività circolatoria che determina un maggior afflusso di tossine al tessuto

d) nel derma invecchiato si ha una diminuzione di acido ialuronico e conseguentemente una diminuzione dell’acqua trattenuta nel derma

 

15) I prodotti formulati per la pelle senescente devono garantire un'azione preventiva sulle modificazioni plastiche e strutturali della pelle, permettendo un efficiente apporto di sostanze emollienti ed idratanti. Indicare quali sostanze non vengono usate:

a) oli minerali o vegetali, vaseline, cere, paraffina e oli siliconici

b) NMF (Natural Moisturing Factor)

c) acido ascorbico, acido cogico e acido fitico

d) zolfo e catrami

 

16) Indicare quale delle seguenti affermazioni sulle creme è falsa:

a) le creme da giorno sono generalmente idrofobiche, sono le più grasse e hanno come fase continua la fase lipofila.

b) le creme da notte contengono emulsionanti acqua in olio (A/O) come alcoli della lana, esteri del sorbitano e monogliceridi

c) le creme da giorno sono idrofile e hanno come fase continua la fase idrofila.

d) le creme da giorno contengono emulsionanti olio in acqua (O/A), come saponi di sodio e trietanolammmina solfati di alcoli grassi, polisorbati e acidi grassi poliossidrilati

 

17) Quale delle seguenti caratteristiche dei cosmetici astringenti (tonici) è falsa?:

a) sono preparati a bassa componente alcolica

b) l'elevata componente alcolica (40-50%) permette di dissolvere parte del sebo cutaneo

c) hanno un effetto temporaneo

d) possono causare fenomeni irritativi

 

18) Indicare quale delle seguenti affermazioni sugli unguenti è falsa:

a) sono formulazioni costituite da una base grassa a basso contenuto di acqua, che per le sue proprietà occlusive esplica un vantaggioso effetto emolliente

b) gli unguenti idrofobi possono assorbire solo piccole quantità di acqua e le sostanze usate per la loro preparazione sono paraffine solide, semisolide e liquide, oli vegetali e altri composti lipofili

c) gli unguenti che emulsionano acqua possono formare emulsioni acqua in olio (A/O) oppure emulsioni olio in acqua (O/A) dipendentemente dalla natura dell'emulsionante usato

d) gli unguenti idrofili sono difficilmente spalmabili e hanno con minor capacità occlusiva 

 

19) Indicare quale delle seguenti affermazioni sulle reazioni avverse ai cosmetici è falsa:

a) possono essere causate dalla presenza involontaria di sostanze tossiche introdotte all’atto della formulazione, derivate in seguito a reazioni tra gli ingredienti o all’esposizione del prodotto alla luce

b) possono essere causate da un uso improprio del cosmetico

c) possono essere causate da fattori costituzionali e genetici predisponesti, come ad esempio intolleranze o sensibilizzazioni allergiche

d) non possono essere causate da eccipienti e conservanti presenti nei prodotti cosmetici, poiché è dimostrata l’assenza di tossicità di queste sostanze

 

20) Quale affermazione relativa al bilancio riportato dall’AFSSAPS sugli effetti indesiderati dovuti ai cosmetici nel corso del 2005, è corretta?:

a) non sono mai stati segnalati eventi avversi gravi associati all’utilizzo di cosmetici

b) i farmacisti non hanno nessun ruolo nella segnalazione di potenziali reazioni avverse ai cosmetici

c) non ci sono segnalazioni di reazioni avverse dovute all’utilizzo di creme per il viso o per il corpo

d) nel corso dell’anno 2005 circa il 35% degli effetti indesiderati segnalati sono stati considerati gravi